1941

14 gennaio 1941

Un reparto dell’8° Reggimento fanteria della Divisione Cuneo alle ore 6,45 inizia un violento attacco frontale cercando nella sorpresa l’elemento più efficace per superare le forze avversarie. L’attacco è condotto con vigore, ma i soldati sono sopraffatti dal violento fuoco nemico all’interno dell’abitato di un minuscolo villaggio di montagna, Bregu Psarit (sud Albania). Dopo un’ora di azioni di assalto, che arrecano gravi perdite di reparti, l’attacco fallisce. Il fante Matteo Pecoraro muore in questa battaglia e il suo corpo non viene ritrovato. L’unica notizia certa è data dal telegramma recapitato alla sua famiglia il 20 febbraio 1941: Il 14 gennaio per ferite in combattimento est deceduto Bregu Psarit, Fante PECORARO MATTEO di Vincenzo classe 1916. Provvedete dovuti riguardi urgente partecipazione alla famiglia residente Via A. Genovesi 22, Salerno, esprimendo mie condoglianze. Sottosegretario Guzzoni

20 gennaio 1941

La famiglia di Matteo vuole saperne di più, vuole capire. I fratelli si allertano da subito, iniziando corrispondenze tramite lettera, per poter avere maggiori informazioni sul corpo. Per avere una tomba su cui ricordare l’amato Matteo.

1990

1990

Don Nicola Pecoraro, uno dei nipoti di Matteo, figlio del fratello, inizia le proprie ricerche per il ritrovamento delle spoglie, attraverso lettere e comunicazioni con ambasciate e ministeri, al fine di ottenere documentazioni riguardanti quantomeno la posizione in cui Matteo si trovava quel 14 gennaio del 1941. Con la fine della Guerra Fredda, l’Albania non è più un territorio impenetrabile e sconosciuto da parte dell’Occidente. I Padri Salesiani stabiliscono una propria sede anche a Tirana, ed è in questo momento che il fratello di Matteo, chiede a suo figlio Nicola di intensificare ulteriormente le ricerche, mettendo in pratica gli anni passati a studiare mappe e documenti.

2001

2001

Sessant’anni di buio, una sorte sconosciuta. Solo un telegramma che ne comunicava la morte in battaglia in una località Bregu Psarit difficile da identificare. Quanti tentativi fatti presso i ministeri, i comandanti del reggimento, i cappellani militari; quante richieste alle ambasciate e alle organizzazioni umanitarie per il recupero dei corpi dei soldati morti in guerra… Nessuna richiesta era giunta a buon fine. Finalmente però, nel 2001 don Nicola arriva per la prima volta in Albania. Matteo non è mai stato così vicino

2003

20 ottobre 2003

Grazie non solo alle carte geografiche e ai libri, ma con un contributo fondamentale della gente del posto, conoscitrice dei luoghi e delle temperature ostili, delle colline, dei ruscelli e delle insenature, don Nicola ritrova, finalmente, le spoglie di suo zio. Era sepolto sotto una siepe, ai margini di un campo coltivato, nei pressi di una masseria di contadini albanesi, che ricordavano dell’uccisione e della sepoltura di due giovani soldati, alle falde del Mali Trebescines, nei pressi di Kelcyra (Klysura-sud Albania).

2004

11 giugno 2004

Matteo è in Italia, a Salerno, a casa sua: l’11 giugno 2004, nella Cattedrale di Salerno, a Matteo viene dato il meritato estremo saluto, con una commovente cerimonia, alla presenza di parenti, autorità e cittadini salernitani che per anni avevano udito la storia di un fante partito da Salerno durante la Seconda Guerra Mondiale, scomparso in Albania, ricercato per decenni e decenni da una famiglia che non si è mai arresa.

2006

2006

Don Nicola torna in Albania e appone su quello che è stato il luogo di sepoltura di Matteo per troppo tempo, una targa che recita: “Qui su questa collina di BREGU PSARIT, il 20 ottobre 2003, ho ritrovato il corpo del soldato italiano Matteo Pecoraro, dell’8˚ Reggimento fanteria, Divisione Cuneo, morto sul fronte GRECO-ALBANESE il 14 gennaio 1941.Il nipote Nicola Pecoraro”.

2010

2010

Negli anni, dopo ricerche, letture, ritrovamenti, Don Nicola decide di creare un documentario che raccontasse di Matteo, con l’intento di far conoscere la sua storia, così simile a quella di troppi giovani, nonostante le diverse origini, i diversi affetti, le diverse vite.

2015

2015

Ancora Albania, stavolta don Nicola è accompagnato da chi, nonostante le diverse origini e i diversi mondi d’appartenenza, ha la stessa storia. Si tratta di Alex, di Boston, che attraversa un viaggio intercontinentale per ricordare lo zio, anch’egli combattente negli impervi e freddi territori albanesi durante il secondo conflitto mondiale.

2024

2024

Viene finalmente presentato il docufilm RAI “TORNARE A CASA”, il racconto della storia di Matteo