Salerno ritrova il soldato Matteo
Al Duomo i resti del militare morto in Albania 63 anni fa

di Clemy De Maio


Torna a casa il soldato Matteo. Le spoglie del militare salernitano, che 63 anni fa perse la vita
su una collina dell'Albania, arriveranno venerdì mattina al Duomo di Salerno. Merito della tenacia del nipote Nicola Pecoraro, prete salesiano che dopo dieci anni di ricerche ha ritrovato i resti dello zio Nel febbraio scorso li test del Dna, eseguiti a Bari al sacrario dei caduti di oltremare confermarono che quello scheletro, rinvenuto quasi intatto sotto venticinque centimetri di terra, apparteneva al soldato Matteo Pecoraro, morto in battaglia il 14 gennaio del 1941. Ora, espletate tutte le formalità burocratiche, il soldato Matteo può tornare nella sua Salerno.Venerdì mattina arriverà in Cattedrale, a pochi metri da quella via Genovesi dove era vissuto da bambino. Lo attende Berardino, l'unico dei cinque fratelli rimasto in vita, e suo figlio Nicola, che l'ha cercato caparbio per tutti questi anni. Sarà lui a celebrare, alle 12 la messa in suffragio, mentre una delegazione dell'esercito tributerà gli onori militari. Ci sarà una foto in grandezza naturale di Matteo in divisa, quella stessa che un don Nicola bambino guardava con ammirazione nel salone di casa e che nel corso degli anni lo ha convinto a partire per l'Albania alla ricerca del familiare scomparso. La sua tenacia è stata premiata e venerdì sarà lui a officiare al Duomo la celebrazione religiosa. Poi le spoglie saranno portate a Brignano, nella tomba di famiglia, dove don Nicola vuole portare anche la gigantografia. «E' un'emozione celebrare questa messa. Io ho sempre creduto che lo avremo trovato e quando abbiamo rinvenuto quei resti non ho avuto nessun dubbio. Era come se un filo invisibile e miracoloso ci avesse condotto fin lì». Il luogo è un rettangolo di terreno sulla collina di Psarit, nei pressi della cittadina albanese di Permet. Il soldato Matteo Pecoraro morì sul fronte greco della seconda guerra mondiale, durante una battaglia che fece contare al contingente italiano dieci morti, venticinque feriti e sette dispersi. Tra questi c'era il soldato di Salerno, colpito a morte da otto schegge di mortaio. Aveva compiuto da poco 25 anni e da tre settimane era partito per il fronte albanese. Il nipote lo ha ritrovato lì, sepolto sotto un cumulo di pietre e terriccio. E ha deciso di riportarlo a casa.