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     Esame Molecolare di Compatibilità Biologica

 

                   Richiesta

       Richiesta di definizione del rapporto di fratellanza fra il DNA appartenente al Sig. Bernardino Pecoraro (prelievo di sangue periferico esibito) ed il DNA estratto da un frammento di osso esibito da Padre Nicola Pecoraro, figlio del Sig. Bernardino Pecoraro.

                 Premessa

          Lo studio del cromosoma Y rappresenta uno dei metodi di più recente introduzione utilizzati in genetica forense per l’identificazione di materiale biologico di provenienza maschile.

        Dei 46 cromosomi che formano il cariotipo normale della specie umana, 44 sono autosomi e due rappresentano i cromosomi sessuali X ed Y. Le cellule somatiche femminili contengono una coppia di cromosomi X mentre le cellule somatiche maschili contengono un cromosoma X ed un cromosoma Y. Quest’ultimo rappresenta dunque, nei soggetti normali, una peculiarità maschile. Importante caratteristica del cromosoma Y è quella di non subire, durante la meiosi, fenomeni di ricombinazione, se non in una piccolissima percentuale, per cui è ereditato nel corso delle generazioni, nella sua forma aploide originale. Da questa particolare modalità di trasmissione deriva che, mentre i cromosomi X e gli autosomi hanno diversi antenati, tutti i cromosomi Y hanno un singolo progenitore, un Adamo Comune.

          Le metodologie che sono state utilizzate per lo studio del cromosoma Y sono RFLP (Restriction Fragment Length Polimorphism) PFGE (Pulsed Field Gel Electrophoresis).

         Attualmente l’attenzione degli studiosi si è concentrata su due particolari tipi di sistemi polimorfici, i microsatelliti conosciuti anche con il nome di Short Tandem Repeats (STRs) e i sistemi biallelici, noti come Single  Nucleotide Polymorphisms (SNPs). Questi sistemi polimorfi sono abbondantemente distribuiti in tutto il genoma umano. L’analisi di questi sistemi polimorfici consente di ricavare aplotipi che risultano distribuiti in maniera non del tutto causale nelle popolazioni umane.

          Nello studio da noi condotto sono stati utilizzati Microsatelliti (STRs) del         cromosoma  Y suggeriti   e riportati nel  database         Europeo

http://ystr.charite.de/index_mkl.html

                    Si sottolinea, infine, che la matrice su cui sono state condotte le analisi, in particolare il frammento osseo, per le condizioni di conservazione e per la tipologia stessa, non si presentava elettiva per l’estrazione del DNA genomico ed ha richiesto processi di rigenerazione diversi, per poter essere analizzato.

 

                     Breve descrizione delle procedure impiegate

        Estrazione del Dna

     I  campioni di sangue ed il frammento osseo sono stati sottoposti ad estrazione del DNA. L’estrazione, ha lo scopo di isolare e purificare il Dna genomico per poterlo sottoporre ai successivi stadi analitici. I campioni sono stati trattati con Proteinasi K, e successivamente sottoposti a purificazione con fenolo-cloroformio. Il materiale estratto dal frammento osseo è stato ulteriormente purificato su colonne a scambio ionico. Il campione è stato inoltre processato con enzimi in grado di rigenerare il DNA eventualmente frammentato.

Amplificazione del Dna Polymerase Chain Reaction (PCR)

          Questa tecnica consiste in una reazione di polimerizzazione a catena (PCR), realizzata mediante ripetizioni cicliche di tre step che si svolgono in diverse condizioni di temperatura. Per l’amplificazione dei microsatelliti ci siamo riferiti alla letteratura attualmente disponibile.

 Gli amplificati sono stati analizzati con CEQ 8000 Beckman, Dna sequencher.

         

                            Risultati e Considerazioni Conclusive

        Da quanto riportato in tabella si evince che, limitatamente ai loci appartenenti al sistema YSTRs che hanno dato risposta esaustiva, i due campioni sono risultati Biologicamente Compatibili.

          Non è stato possibile comparare un numero maggiore di microsatelliti, a causa della scarsa disponibilità di materiale genetico idoneo, ricavato dal frammento osseo.

 

Napoli, 05 febbraio 2004                        Il Direttore Tecnico

                                                        Dr. Sebastiano Di Biase